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DIZIONARIO
STORICO-BLASONICO
DELLE
FAMIGLIE NOBILI E NOTABILI ITALIANE
ESTINTE E FIORENTI
COMPILATO
DAL COMMENDATORE
G. B. DI CROLLALANZA.
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VOLUME SECONDO
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ARNALDO FORNI EDITORE
BOLOGNA
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| Pagina -534- 535- SIM
SIMONETI di Mantova. - Fregiata del titolo comitale. - ARMA:
D'azzurro alla banda scaccata di rosso e d'argento.
SIMONETTA da Milano. - Vennero dalla Calabria
a Milano. Cicco famoso segretario ducale sotto gli Sforza, fu fatto
decapitare a Pavia da Ludovico il Moro il 30 Ottobre 1480. Ebbero
molte signorie che in seguito alla disgrazia di Cicco furono loro
tolte. - Alesandro fu creato conte palatino coi discendenti nel
1526. Questi furono creati conti di Torricella nel 1594 ed ebbero
il feudo di Limido nel 1689. Questo ramo si estinse nel secolo XVIII
con Francesca che ne porto' l'eredita' in casa Castelbarco.- Altri
due rami fiorirono di questa famiglia, uno in Milano ed altro in
Parma. - Diedero i Simonetta oratori, castellani camerieri e segretarii
ducali, dottori di Collegio, decurioni, vicari di provvisione, senatori,
ciambellani, vescovi, cardinali ecc. - Giovanni fu storico accreditato,
autore della Sforziade. - ARMA: D'Azzurro, al leone d'argento coronato
d'oro, sostenente colle branche anteriori una croce latina di rosso.
- Cimiero : Il leone dallo scudo nascente.
SIMONETTA di Taranto. - Nel 1400 questa antica
e nobile famiglia risiedeva in Castellaneta ed in Taranto. - Nel 1444
Antonio de Simonellis era nobile e governatore regio. - Evangelista,
nobile di Castellaneta, nel 1487 compero' da Francesco Antoglietta il
feudo di Carosino di cui divenne Barone, e possedeva pure il fedo di
S. Crespiero. Giovanni-Antonio, di lui figlio, nel 1496 era Capitano
dei Tarantini e devoto agli Aragonesi, e per lui si perpetuo' un ramo
di questa famiglia sino ad un altro Giovanni-Antonio il quale dalla
nobile Ersilia Prato di Lecce sua consorte ebbe una sola figlia, Eleonora,
che nel 1607 sposo' Diego d'Ayala, ed in lei si spense questa diramazione.
- Un altro ramo collaterale, cui era stato ceduto il feudo di S. Crespiero,
si spense in un terzo Giovanni-Antonio verso la meta' del XVII secolo.
- Egli era stato creato marchese e cavaliere di Alcantara, poi
maestro di campo, consigliere collatrale e vicario generale delle fortezze
toscane per S. M. Cattolica. - ARMA ?
SIMONETTI di Napoli. - Il march. Francesco Simonetti
fu segretario di stato di grazia e giustizia, e quindi consigliere di
stato del Re Federico IV di Borbone. (Estinta). - ARMA: D'azzurro, alla
testa di cane rivolta verso un sole d'oro posto nel cantone destro dello
scudo.
SIMONETTI di Osimo (Marche). - Originaria della
citta' di Jesi, di cui per lungo tempo ebbe il dominio, colla qualifica
di Vicari della S. Sede, visse per oltre due secoli in Cingoli prima
che andasse a stabilirsi in Osimo, dove fu trapiantata da un Federico
verso la meta' del XVII secolo. Oltre al dominio di Jesi, furono essi
signori del Castello di Castriccione nel territorio di Cingoli, di Donazzano,
di Sasso presso Serra S. Quirico, del Castello di S. Maria, e di altre
terre e ville della Marca Anconetana. Con Bolla del 6 maggio 1397, Bonifacio
IX confermava i Simonetti nel dominio della citta' di Jesi e suo contado,
del Castello di Accola, di Serra S. Quirico e di altre terre con nuovi
privilegi e con piena potesta' di mero e misto impero qualificandoli
vicari della S. S. ed onorandoli dei titoli specialissimi di nobili,
di militi e di domicelli nati della citta' di Jesi. - Tanto in Cingoli,
quanto in Osimo i Simonetti sostennero le primarie cariche, e molti
di essi vi ebbero il gonfalonierato; anzi il consiglio osimano proclamava
suoi gonfalonieri tutti i primogeniti di questa illustre prosapia. Un
Gabriele Simonetti, vivente nel XIV secolo e comandante di una galera
pontificia, fu il primo a vestire l'abito di S. M. O. Gerosolim. al
quale, dopo di lui appartennero molti membri di questa casa che dette
pure alcuni cav. dell'Ord. mil. di S. Stefano di Toscana. - Fino al
1413 la famiglia Simonetti veniva aggregata alla cittadinanza nobile
di Cingoli, nel 1652 era ascritta al patriziato osimano, nel 1659 a
quello di Roma e nel 1662 a quello di Rieti. Il pontefice Clemente X,
con breve del 1670, nominava i Simonetti cittadini di Credenza e nobili
di Macerata, e Ranuccio Farnese Duca di Parma li decorava, con amplissimo
privilegio del 6 Gen. del 1671, del titolo di conti. Piu' tardi il senato
di Jesi, con diploma del 30 Giu. 1726, dichiarava i Simonetti patrizi;
e nobili della citta'; il 22 Dic. 1728 la citta' di Ancona li nominava
suoi cittadini e patrizi, nel 1778 furono ascritti al patriziato di
Montesanto e nel 1806 all'ordine senatorio del patriziato romano. Pio
VII con Bolla del 9 Ag. 1805 inalzo' i Simonetti alla dignita' di principi
del Musone. - Una serie infinita di uomini illustri vanta la casa Simonetti,
e bastera' per tutti che noi ricordiamo Angelo, il famoso condottiero
del XV secolo che fu poi segretario e consigliere del Duca di Milano
Francesco Sforza, Ranieri arcivescovo Nicosia nel 1728, poi Cardinale
e Vescovo di Viterbo nel 1747, ed il principe Annibale che fu ministro
di stato per le finanze del Pontefice Pio IX. - ARMA: D'Argento, al
leone di rosso che guarda una stella nascente di ...... posta al canton
destro superiore dello scudo.
- Cimiero: Un leone rampante di rosso. - Divisa: UNGUIBUS ARMATUS IN
HOSTEM.
SIMONETTI di Pesaro. - (Estinta). - ARMA: D'azzurro,
al leone d'oro, coronato di rosso, tenente una croce dello stesso.
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LA STORIA
DELLE
F A M I G L I E R O M A N E
DI TEODORO AMAYDEN
CON NOTE ED AGGIUNTE DEL
COMM. CARLO AUGUSTO BERTINI
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VOLUME I
CON TAVOLE ED INCISIONI NEL TESTO
COLLEGIO ARALDICO
(ISTITUTO ARALDICO ROMANO)
Corso V. E., 101 (palaz. della Valle)
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ROMA
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Pag. -193-
SIMONETTI. - Antica famiglia della Sabina, alla
quale apparteneva il card. Giuseppe creato nel 1766.
Era nobile romana dal XVI secolo e venne reintegrata con Senatus consulto
del 30 Giugno 1790 in
persona di Filippo. Si estinse in Giacinta Simonetti. moglie del conte
Ascanio Savorgnan di Brazza' e Cergneu. L'attuale capo della famiglia
di Brazza'. conte Filippo, aggiunse al proprio cognome Simonetti e il
titolo di marchese di Gavignano.
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ARMA: d'azzurro alla Colonna d'argento, posta sopra un monte di sei
cime d'oro. accostata da due gigli dello stesso ed accompagnata in capo
da una stella pure d'oro.
Pag. -194-
SIMONETTI. - Antica ed illustre famiglia di Osimo,
originaria di Jesi dove domino' col titolo di Vicario della Sede Apostolica.
Poscia si trasferi' a Cingoli quindi a Jesi. Possedette i castelli di
Castriccione di Sasso. di S. Maria, di Dronazzano etc. per privilegio
di Papa Bonifacio IX ( 6 maggio 1397).
Dai Simonetti di Osimo, discendono quelli
di Milano e di Roma. Vestirono l'abito di Malta : vennero
aggrgati al patriziato di varie citta' ed ebbero il titolo di conte
dal duca di Parma ( 6 genn. 1671).
Pio VII il 9 agosto 1805, creo' i Simonetti principi di Musone e con
Senatus consulto del 15 settembre 1806 ottennero il patriziato romano.
Appartennero a questa casa il cardinale
Ranieri (1747) e il principe Annibale, Ministro delle finanze sotto
Pio IX.
La famiglia si estingue nella principessa
Isotta, moglie del conte Fava-Ghisilieri di Bologna.
Arma : di rosso alla testa di leone d'oro
uscente dal cantone destro della punta, fissante un'ombra di sole dello
stesso, uscente dal canton sinistro del capo. Cimiero : un leone uscente
di rosso.
Motto : UNGUIBUS ARMATUS IN HOSTEM. 
SIMONETTI. - Arma : d'azzurro al leone d'oro
tenente una croce di calvario rosso.
Ramo dei Simonetti Lombardi, trasferiti a Roma.
SIMONETTI. - Arma : d'azzurro alla banda scaccata
d'oro e di rosso.
Famiglia romana, alla quale appartenne il cardinale Giuseppe creato
nel 1844 da Gregorio XVI e morto nel 1855.
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S. P. Q. R.
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IL LIBRO D'ORO
DEL
CAMPIDOGLIO
VOLUME II
ROMA
TIPOGRAFIA DELLA "VERA ROMA"
DI ENRICO FILIZIANI
1897
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Nobilta' Romana pag. 142 e 143
SIMONETTI Senatus Consulto del 30 Giugno 1790
La famiglia e' originaria di Sabina, ove fino al XII secolo aveva vasti
possessi, sopra molti dei quali aveva l'alto dominio, come sulla celebre
Abbazia di Farfa. Vanta pure un Cardinale di nome Giuseppe che viveva
nel secolo passato. L'ultima dei Simonetti di nome Giacinta, tutt'ora
vivente, ando' sposa al conte Ascanio di Sarvorgnan di Brazza' Cergneo,
al primogenito del quale e' passato il il fidecommisso, cognome, titoli
e stemmi dei Simonetti.
Questa famiglia venne reintegrata nella
nobilta' romana con Senatus Consulto del 30 giugno 1790 ad istanza di
Filippo per se', suoi figli e successori.
Il palazzo di questa famiglia, era quello che presentemente e' dei Boncompagni
al Corso, incontro alla Chiesa di S. Marcello.
STEMMA, d'azzurro al monte di sei cime
d'oro sostenenti una colonna accompagnata da due gigli d'oro e sormontata
da una stella della stessa.
DE SIMONETTIS Senatus Consulto del 15 Settembre
1804
Famiglia originaria di jesi di cui per lungo tempo gli individui della
medesima ebbero il dominio colla qualifica di Vicari della Santa Sede.
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LA CRONACA
di VINCENZO MASSILA
sulle FAMIGLIE NOBILI di Bari
scritta nell'anno MDLXVII
e ora per la prima volta pubblicata
con note giunte e documenti
per cura di FRANCESCO BONAZZI
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NAPOLI 1881
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pag. 66 e 67 tratto da capitolo ORLANDO
"come s'illustro del pari con nobili parentele,
fra le quali e' da ricordare specialmente quella con la famiglia
Simonetti del Marchese Francesco Segretario di Stato di Grazia e
Giustizia e poi Consigliere di Stato del Re Ferdinando IV di Borbone,
dalla quale eredito' alla sua estinzione il titolo Marchionale ed
il cognome."
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MANUALI HOEPLI
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PROF. G. GAROLLO
DIZIONARIO BIOGRAFICO
UNIVERSALE
Volume II HAydon- Zwingli e Appendice
ULRICO HOEPLI
EDITORE - LIBRAIO Della REAL CASA
MILANO
1907
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pagina - 1803 - Sim
Simonetti Giuseppe (1649 - 1713),
fu pittore di storia e di ritratto.
Simonet Francisco Saverio (1829)
di malaga fu arabista.
Simoneta (Simonetta) 1) Alessandro
Simoneta 2) Angelo 15o di Calabria fu segretario di Francesco
Sforza e poi segretario Ducale. ecc. ecc. 5) Cicco (Francesco)
15o secolo di Caccuri, nipote (da fratello) di Antonio ammesso
per opero dello zio alla corte di Francesco Sforza allorche'
era Marchese d'Ancona, gli divenne carissimo; dal 1450 a
Milano segretario onnipotente , poi cancelliere della Reggente
Duchessa Wedora Bo- fu vittima dell'odio di Ludovico il
moro e dell'avventuriero Ferrarese Tas. venne vecchio (di
70 anni) 1480 morto decapitato; fu sua moglie Elisabetta
Visconti (discendente di Ga. fratello di Ladrisio.)
6) Francesco Giacomo v. Simoneta 7) 11);Giovanni fratello
di Cicco fu il segretario di Francesco Sforza. m.1491; figli:
Giacomo ( dal 1523 Cardinale e vescovo di Perugia) m. 1539.
Alessandro 1529 da Crlo V creato Conte e Bernardino (prof.
di dirito a Bologna) 8) Lodovico nipote (dal figlio Alessandro)
di Giovanni, fu dal 1561 Cardinale; prese parte al Concilio
di trento; m. 1568 a Roma. 9) Marianna (contessa) (1814-1904)
di Piacenza, maritata "Contessa Sanvitale" fu
pittrice e musicista; 10) Orazio v. Sanvitale 10); 11) Scipione
nipote (dal figlio Alessandro) di Giovanni, aperse a Milano
un orto botanico; morto a Madrid come reggente del Supremo
Consiglio d'Italia; suo figlio Francesco fu dal 1606 Vescovo
di Foligno e ando' poi come Nunzio a Varsavia dove 1612
mori' .
Simonetti Alfonso (1840-92) di Napoli,
fu pittore morto a Roccasecca; 2) Domenico detto il "Magatta"
18° secolo, di Ancona, fu pittore di storia. 3) Enrico,
di Roma (n.1857), scultore e pittore; 4) Francesco
(1813 - 1904) di napoli, fu pianista; 5) Rinaldo (principe
1821 -70) di Bologna, fu patriotta, dal 1861 senatore.
Simonetto
1) (Capitan), di Bomarzo, mandato dal Papa (Pio
II) con Rinaldo Orsini in aiuto del Re Ferdinando I di Napoli,
cadde' 1460 a Sarno; 2) (Fra), di Camerino, francescano,
fu l'autore principale del "Patto di Lodi" (1454),
ossia della pace generale in Italia per rivolgere le forze
tutte di questa contro il Turco.
SIMONETTI ACHILLE
VIOLINISTA E COMPOSITORE ITALIANO NASCE A TORINO 12.06.1857
MUORE A LONDRA 19.11.1928 . ALLIEVO A TORINO DI F.BIANCHI
(VIOLINO), NEL 1872-1873 STUDIO' AL CONSERVATORIO DI MILANO,
POI ANCORA A TORINO CON G.GAMBA (VIOLINO) E C.PEDROTTI (COMPOSIZIONE),
PERFEZIONANDOSI POI A GENOVA CON C. SIVORI. TRASFERITOSI
IN FRANCIA NEL 1880 FU VIOLINO SOLISTA NELL'ORCHESTRA DEL
TEATRO DI LIONE, PASSANDO NEL 1881 NELL'ORCHESTRA PASDELOUP
DI PARIGI. QUI SI PERFEZIONO' CON CH. DANCLA E MASSENET.
NEL 1883 COSTITUI' UN QUARTETTO ANNITTA CON RAGGHIANTI,
GENNARO E ONDSHOORN, NEL 1887 SI ESIBI' PER LA PRIMA VOLTA
A LONDRA IN TOURNEE' CON LA CANTANTE M.ROZE E CON IL CONTRABBASSISTA
G. BOTTESINI, PRENDENDOVI POI STABILE DIMORA NEL 1891. TENNE
APPLAUDITI CONCERTI IN MOLTI PAESI EUROPEI (TRA L'ALTRO
COME ACCOMPAGNATORE DI BOTTESINI) E FECE PARTE A LUNGO DEL
LONDON TRIO (CON A.GOODWINE AL PIANOFORTE E W.E.WHITEHOUSE
AL VIOLONCELLO). INSEGNANTE DELLA ROYAL ACADEMY DI DUBLINO
DAL 1912 AL 1919, SI STABILI' IN SEGUITO IN FRANCIA.COMPOSE
PEZZI PER ORCHESTRA: DUE SON.PER VIOLINO E PIANOFORTE. MADRIGALE,
ROMANZA, CANZONETTA ED ALTRO PER VIOLINO E PIANOFORTE. DUE
QUARTETTI, PEZZI PER VIOLINO SOLO.
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