| GUIDA
AGLI ORIGINALI
Sicuramente
Tex Willer è uno dei maggori personaggi del fumetto italiano,
tanto che nel 1998 ha tagliato l'invidiabile traguardo dei 50 anni
di vita editoriale. Tuttavia la storia di questo eroe dei fumetti
non è stata semplice, specialmente all'inizio. Infatti la
casa editrice Audace nel dopoguerra puntava tutto sul personaggio
di Occhio Cupo (anche qui con testi di G.L. Bonelli e disegni di
Galep), mentre Tex Willer doveva essere una "carta" di
riserva. Addirittura il nome originale doveva essere Tex Killer,
poi modificato in Willer per non turbare troppo gli animi benpensanti
dell'epoca.Lo scopo di questa sezione è quello di aiutare
il collezionista a muoversi nel complicato mondo editoriale di Tex.Il
primo formato con il quale Tex compare nelle edicole è quello
detto "a striscia", nel lontano 1948. Questo formato era
tipico a quei tempi, in quanto maneggevole e facile da tenere in
una tasca. Il prezzo era di 15 lire e la periodicità settimanale.
Il titolo del primo numero era "Il totem misterioso".
La pubblicazione del formato a striscia è terminata nel 1967,
dopo ben 937 strisce pubblicate. Le strisce erano raccolte in "serie",
all'interno di ciascuna delle quali la numerazione ricominciava
dal numero 1. In totale sono state edite 36 serie. I testi del fumetto
erano di
G.L.BONELLI ed i disegni di
GALEP
ed i disegni (con alcune collaborazioni di Uggeri, Jeva, Gamba e
Letteri).Utilizzando il materiale a striscia rimasto invenduto l'editrice
Audace ha realizzato delle "raccolte" di strisce (fino
a 10 numeri uniti tra loro da una spillatura)dette appunto "raccoltine".Queste
raccoltine uscirono in due serie: la prima formata da 7 numeri (estremamente
rara) con il prezzo di L. 100, nel 1950; la seconda, detta anche
serie "bianca", formata da 132 numeri, negli anni successivi
al 1950, con prezzo da L. 100 a L. 120. Esiste infine una terza
serie detta serie "rossa" che costituisce a tutti gli
effetti una ristampa delle due precedenti serie, ed è la
meno rara in quanto realizzata non con i resi di vendita (ovviamente
di quantità limitata) ma con una nuova stampa vera e propria.
Il prezzo era di L. 120 ed il periodo di pubblicazione dal 1956
al 1972.Di questa ultima serie esistono due edizioni per i primi
33 numeri: si parla infatti di raccoltine "retinate" e
"non retinate", proprio a causa della presenza o meno
di una retinatura di fondo sulle copertine dei fumetti. La versione
retinata è molto più rara e dunque anche più
cara dal punto di vista collezionistico.RARITA': Per quanto concerne
la serie BIANCA, i numeri più rari in assoluto sono il n.
2, 3, 4 e 20, seguiti poi dai numeri 5, 11, 12, 14, 15, 28, 29 e
30.Parlando invece della serie ROSSA, il numero più raro
resta il n.1, seguito dai numeri 2, 5 e 8. Di media rarità
i numeri 3, 4, 6, 13, 14, 15, 16, 21, 22 e 23 (parliamo ovviamente
della versione "retinata").
Nel 1952 la casa editrice di Tex decise di ristampare per la prima
volta le avventure contenute nelle strisce utilizzando però
un nuovo formato ad "albo" detto appunto "albo d'oro"
dal nome delle edizioni Mondadori di analogo formato che avevano
appunto questo nome. Ogni albo conteneva tre strisce di Tex per
un totale di 36 pagine; il prezzo era di L. 50 e la periodicità
quindicinale. Anche gli Albi d'Oro sono raccolti/suddivisi in 8
serie per un totale di 205 numeri pubblicati. Le ultime due serie
sono caratterizzate da un formato ridotto e da un prezzo di L. 30.Le
copertine degli Albi d'Oro, tutte inedite, sono sicuramente tra
le migliori mai prodotte da Galep. Alcune di queste copertine, con
alcune modifiche, sono state utilizzate anche per realizzare le
copertine della serie gigante ancora attualmente in edicola.RARITA':
Le serie più rare sono la terza e la quarta, seguite dalla
prima. Per la terza serie tutti i numeri sono rari, ma in assoluto
i numeri più difficili da reperire sono il 22, il 23 e il
24;per quanto riguarda la quarta serie, nella sua rarità
complessiva, i numeri più difficili sono il n. 1, 4, 7, 8
e 18, rarissimo il n. 20; Infine per la prima serie i numeri più
difficili sono il n. 1, 34, 36 e i numeri dal 45 al 56.La serie
di Tex attualmente in edicola nacque nel 1954 da un esperimento
fatto dalla casa editrice Audace per recuperare i resi di vendita
degli Albi d'Oro. Vennero così riuniti e fascicolati attraverso
una graffatura (o spillatura) gli Albi d'Oro rimasti invenduti,
dando origine a quella che venne chiamata la Serie Gigante. Anche
in questo caso le copertine, tutte di Galep, furono disegnate appositamente
per questa nuova versione. Questa serie è anche conosciuta
come serie 1/29, ed è in assoluto la serie più rara
di Tex; infatti i resi di vendita degli Albi d'Oro erano di quantitativo
limitato, per cui la Serie Gigante venne distribuita soltanto nella
zona di Milano e in pochi comuni limitrofi. Si ritiene che in Italia
non ne esistano attualmente più di una decina di collezioni
complete in buone condizioni. RARITA': I numeri più rari
in assoluto da reperire sono il n. 2 e il n.3, quasi introvabili.
Seguono i numeri 1, 4, 5, 6, 7, 8, 9, 13 e 17. Di più facile
reperibilità invece gli ultimi quattro numeri della serie.
E finalmente, nel 1958, arriviamo al Tex Gigante Seconda Serie,
quella attualmente in edicola, per intenderci. Anche in questo caso
le vicende editoriali (e di conseguenza collezionistiche) sono complesse.A
tutti gli effetti questa serie di Tex nasce come ulteriore ristampa
delle strisce ( e questo varrà per i primi 95 numeri), anche
se il formato è inedito, così come le copertine di
Galep (anche se in alcuni casi riprendono parzialmente alcune copertine
degli Albo d'Oro).Il primo numero, "La mano rossa", esce
in edicola per la prima volta nel 1958, al prezzo di L. 200. L'albo
è costituito da una serie di fascicoli tenuti insieme da
due punti di spillatrice (e da qui la dicitura "spillato"),
sui quali viene incollata la copertina. Questa pratica della spillatura
durerà fino al numero 43; a partire dal n. 44 gli albi diventeranno
"brossurati", come quelli attualmente in edicola. Un primo
modo quindi per riconoscere i Tex originali è costituito
appunto dalla presenza della spillatura, facilmente visibile all'interno
degli albi.Le complicazioni collezionistiche nascono dalle numerose
edizioni fatte per ciascun numero, spesso differenziandosi per pochi
dettagli. Sicuramente l'elemento di distinzione più significativo
è rappresentato dalla presenza o meno della "censura"
su alcune vignette. L'editore di Tex infatti, per evitare di attirare
sul fumetto le ire dei benpensanti dell'epoca, fece un'opera di
"autocensura" andando a modificare alcune vignette (testi
con imprecazioni meno violente o crude, personaggi femminili più
"vestiti"). Esistono quindi, per i primi 14 numeri di
Tex, la versione "non censurata" (ante-modifica alle vignette)
e la versione censurata. Di cascuna di queste due versioni esistono
poi alcune edizioni diverse; ovviamente la versione dei "Tex
non censurati" è estremamente più rara, e quindi
anche più costosa dal punto di vista collezionistico.
A partire dal n. 15 si parla invece dei Tex di "prima edizione",
per distinguere la prima versione comparsa in edicola da quelle
apparse successivamente. Le differenze tra la prima edizione e le
successive sono sempre piccoli dettagli (date nelle testatine, pubblicità
diverse, frasi pubblicitare diverse). Proviamo ora a dare qualche
indicazione per distinguere gli albi originali dalle ristampe successive.
Innanzitutto, come già detto, i primi 43 numeri devono essere
spillati. Inoltre gli albi di Tex dal n. 1 al n. 21 devono riportare
in seconda copertina l'autorizzazione 478, dal n. 22 al n. 27 l'autorizzazione
5926 e dal n. 28 in poi l'autorizzazione 2926. Esistono infatti
albi spillati dei primi 27 numeri con autorizzazione 2926, ma questi
rappresentano già una successiva "ristampa" fatta
in un secondo tempo rispetto agli albi originali.La prima ristampa
ufficiale di Tex nasce nel 1964 con la collana "Tex 3 stelle";
come curiosità può essere interessante sapere che
i primi tre numeri di questa collana sono usciti in edicola anche
in versione "spillata" (ovviamente questi tre numeri sono
più rari degli analoghi brossurati). Sulla scia sono venute
poi una marea di ristampe, al prezzo di copertina di L. 200, L.
250, L. 300, L, 350 ecc.Non è difficile quindi avere una
raccolta "completa" di Tex, ma è molto più
difficile avere una raccolta interamente "originale";
ancora più difficile se si decide di avere tutto in prima
edizione, con i primi 14 albi nella versione "non censurata".
RARITA': Ovviamente il Tex n.1 non censurato rappresenta un albo
particolarmente raro; particolarmente difficili anche i numeri 11
e 12 nella versione non censurata, in particolare in alcune specifiche
edizioni.Discorso a parte invece per quanto riguarda il n. 44 in
versione spillata. Come precedentemente detto infatti, con il n.
44 comincia l'edizione brossurata del fumetto. Esistono però
in circolazione alcuni rarissimi 44 spillati, a suo tempo usciti
in edicola in quantitativo estremamente limitato. Si parla anche
di un possibile n. 45 spillato, che però non uscì
mai nelle edicole. Questi numeri costituiscono comunque un'anomalia
editoriale e quindi, pur essendo albi di estremo valore (e costo)
dal punto di vista collezionistico, rappresentano dei pezzi "fuori
serie" rispetto alla collana "originale" del fumetto.
Per i dettagli consulta
la guida ai Tex originali, non censurati, Tex serie gigante 1/29
, albi d'oro, raccoltine, strisce, e tutto cio' che riguarda la
vita di Tex willer, ovvero Aquila della notte.
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